Angialis è il
vino dolce della cantina
Argiolas, uno dei suoi prodotti
più apprezzati e di prestigio: vino di
grande complessità, eleganza e persistenza, capace di sorprendere ed entusiasmare anche i degustatori più smaliziati!
Angialis è un
IGT Isola dei Nuraghi da uve stramature: è ottenuto dalle uve tradizionalmente vocate alla produzione di vini dolci del cagliaritano, quelli che,
all’inizio del Novecento, facevano incetta di premi in tutta Europa, la cui epopea rivive in grandi passiti come il
Latinia della
Cantina Sociale di Santadi e il
Bisai della cantina
Audarya.
Aspetti produttivi dell’Angialis
Angialis nasce da
vigneti di proprietà della cantina: le
Tenute Sisini, nella
Trexenta, una delle regioni storiche della Sardegna, estesa nella parte settentrionale dell’ex provincia di Cagliari, e storicamente
assai vocata per l’agricoltura e la viticoltura.
Questa tenuta, posta nelle campagne a pochi chilometri da
Siurgus Donigala, consta di
sessanta ettari di vigneto allevati sui terreni costituiti da
marne arenarie e calcaree di costituzione sciolta originatesi nel Miocene, ad un
altitudine compresa tra il 250 ed il 350 metri, e che l’azienda predilige per la produzione dei
bianchi più freschi e beverini, come il
Costamolino. Tale suolo contribuisce a regalare ai vini qui prodotti
mineralità e grassezza, profondità, eleganza e longevità; ed il clima, contraddistinto da
buone escursioni termiche, permette infine di
concentrare nella polpa degli acini gli zuccheri e nelle bucce gli aromi, consentendo così la produzione di
vini potenti, polposi e complessi.
La
raccolta delle uve è chiaramente
tardiva: gli acini vengono staccati a mano quando gli zuccheri sono assai concentrati ma ancora ricca è la presenza di acidi, e gli aromi sono nella loro massima espressione. Trasportati rapidamente in cantina, sono sottoposti a
pressatura soffice, in maniera da ottenere il più puro dei mosti fiore. Questo viene avviato a fermentazione alcolica mediante lieviti selezionati, in
contenitori di acciaio inox alla temperatura controllata tra i 22 ed i 25°C. La fermentazione
procede lentamente, e viene
interrotta artificialmente allor quando l’enologo, Mariano Murru, ritiene
perfetto l’equilibrio tra alcool e zuccheri residui.
Angialis prosegue la sua
maturazione per diversi mesi in pregiate barrique di rovere francese: fase durante la quale assume quel suo colore cristallino, la sua complessità olfattiva e quella particolare rotondità e persistenza di gusto. Prima della messa in commercio, affina in bottiglia qualche mese, al fine di stabilizzarsi e raggiungere il perfetto equilibrio.
La nostra analisi del vino
Più volte osannato dalle principali guide enologiche italiane, una volta versato l’
Angialis regala nel calice quel bel
giallo dorato,
luminoso e quasi brillante, e aggrappa alle pareti e rilascia
lacrime lente e viscose.
Al naso è un’
esplosione di miele e di frutta disidratata –
l’albicocca e l’ananas avvizzite dal sole – a cui fanno da corona il profumo delle
zagare, le
note dolci e speziate della vaniglia e della cannella e quelle
sensazioni un muscose così tipiche del vitigno da cui ha origine, per molti quaasi un semiaromatico.
In bocca
Angialis è un vino dolce di
grandissima morbidezza e potenza alcolica: questa dotazione in morbidezze è stemperata e riequilibrata dalla buona freschezza e dalla
sottile ma decisa sapidità, conferita dalla natura nobile dei terreni di Serdiana. Di
grande struttura e personalità, Angialis è un passito la cui finezza degli aromi è amplificata dalla loro intensità e persistenza.
Qualche suggerimento di abbinamento
Grandissimo vino da meditazione,
Angialis si presta ad accompagnare
dessert di una certa struttura, anche di frutta secca, come la pasticceria tradizionale sarda, formaggi stagionati di una certa importanza ed erborinati. Un pezzo di
Saint-Agur arricchito da albicocche disidratate e qualche noce, ad esempio, o una scaglia di
Parmigiano Reggiano DOP Vacche Rosse trenta mesi di stagionatura. Con la
torta rovesciata al croccante, oppure con la
torta viennese alle mele. E ancora, le
Caschettes, tradizionale dolce di
Belvì a forma di spirale dove un velo di pasta sottile come seta racchiude un cuore di nocciole miele e mompariglia!