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Audarya Monica di Sardegna DOC bottiglia 750 ml

Audarya Monica

Monica di Sardegna DOC 2025

Audarya

Il prezzo originale era: 11,00 €.Il prezzo attuale è: 9,90 €.

Tipologia

Vino Rosso

Origine

Serdiana (CA)

Formato

750 ml

abbinamenti

Antipasti di Terra, Carni Bianche, Carni Rosse, Formaggi Stagionati, Pesce, Primi Piatti di Terra, Uova e Frittate

Descrizione e abbinamenti

Audarya Monica è, insieme all’Audarya Cannonau, uno dei due primi rossi messi in commercio dalla cantina Audarya di Serdiana: uno dei loro prodotti più di successo e, forse, l’etichetta da cui è ripartita in Sardegna l’attenzione per questo vitigno così sottovalutato per tanto tempo, il monica.

È questa, insieme al nuragus, una della cultivar più rappresentative della parte meridionale della Sardegna: un vitigno a bacca rossatra gli autoctoni della Sardegna, la cui diffusione, secondo una certa chiave di lettura, si ebbe a partire dal Medioevo grazie all’impegno proferito dagli ordini monastici in sardegna – da cui il nome, monica – nello sviluppo e nella diffusione della vitivinicoltura.

Questo vitigno, il monica, ha avuto grande successo fino agli anni Sessanta grazie alla propria produttività, e la capacità di dare rossi fragranti e gentili, di bella freschezza, ottima bevibilità e grande frutto, caratteristiche tenute in grande considerazione dal gusto della metà del secolo. Sino agli anni Ottanta, da quest’uva era prodotto anche un rosso passito o liquoroso, il Monica di Cagliari DOC, che chi ha avuto la fortuna di assaggiare ricorda ancora come una vera delizia.

Poi, col progredire dei decenni ed il cambio dei gusti, la gente ha iniziato a preferire a questa tipologia altre più strutturate e complesse, complice anche la tendenza a sovraccaricare di produzione le piante, dando vita a vini troppo esili e dalla freschezza tagliente. Merito della famiglia Pala prima e della cantina Audarya poi è stato quello di capire, prima di altre, che delle produzioni più concentrate di monica potevano regalare rossi dal sorso pieno e l’aroma spiccatamente fruttato, portando il pubblico a riavvicinarsi e richiedere questa denominazione.

Aspetti produttivi del Monica Audarya

Il vino Audarya Monica è prodotto da sole uve monica, da vigneti ad alberello e a spalliera bassa posti sui terreni calcareo argillosi nelle campagne paesane, nell’omonima località di Audarya, con una densità di circa cinquemila piante per ettaro ed una resa di settanta quintali massimo.

Quello di Serdiana è un terroir particolarmente vocato per la vitivinicoltura: un territorio assai apprezzato sin da epoca antica, se si pensa che qui stabilirono il proprio cenobio prima i monaci basiliani, cioè i religiosi di rito greco che colonizzarono la Sardegna durante la dominazione bizantina, e poi quelli camaldolesi, che diedero grande sviluppo all’agricoltura e la viticoltura durante dall’anno Mille in poi, lasciando a loro imperitura memoria la chiesetta di Santa Maria di Sibiola. Tutti consapevoli delle proprietà congeniali del calcare e dell’argilla per la qualità delle colture, e di un clima mite vivificato da forti venti di maestrale e da fresche brezze.

La vendemmia, rigorosamente manuale, viene attuata nell’ultima decade di Ottobre, quando la freschezza è andata un po’ attenuandosi, maggiore è la ricchezza in zucchero e gli aromi nelle bucce sono espressi al massimo. Trasportati in cantina, i grappoli sono sottoposti a vinificazione in rosso: diraspati e pigiati, il mosto ottenuto è inizialmente fatto macerare a freddo con le bucce e poi avviato contemporaneamente a fermentazione alcolica, per dieci-quindici giorni, in contenitori di acciaio inox a temperatura controllata, mediante inoculo di lieviti selezionati.

Una volta completata la fermentazione, Audarya Monica prosegue la maturazione in ambiente riduttivo, cioè in contenitori di acciaio inox, a contatto con le scorze dei propri lieviti, in aniera tale da incrementare la propria complessità e crescere in eleganza e finezza. Un breve periodo di affinamento in bottiglia precede la messa in commercio di questo vino rosso sardo.

La nostra analisi del vino

Di un bel colore rosso rubino, contraddistinto da una netta unghia violacea ed una buona consistenza – in alcune annate si arriva a 14,5% di volume alcolometrico! – Audarya Monica regala al naso note intense e fini di piccoli frutti rossi quali le ciliegie e il ribes, di fiori come il ciclamino e delicate sensazioni verdi.

In bocca è questo un vino rosso sardo fresco, sapido per via della natura calcarea del terreno, caldo e delicatamente tannico; di buon equilibrio e di struttura importante, quasi polposa se relazionata al vitigno – più pronunciata rispetto a prodotti simili come Oltreluna della cantina Pala o Antigua della Cantina Sociale di Santadi– dovuta alla raccolta quasi tardiva delle uve, Monica Audarya si fa apprezzare per i suoi aromi freschi e piacevoli.

Qualche suggerimento di abbinamento

Audarya Monica di Sardegna DOC è un rosso apparentemente semplice, in realtà con una grande personalità, che ben si presta ad un aperitivo, magari accompagnato da un formaggio semistagionato di buona grassezza, come il Casizolu di Paulilatino, ma accompagna perfettamente anche primi piatti tradizionali di buona grassezza come filindeu in brodo, e secondi non troppo strutturati come arrosto di pollo farcito.

O perché no, il tradizionale porceddu a su schidoni, il maialino al latte che nella tradizione viene arrostito su un girarrosto e aromatizzato da frasche di mirto: un piatto che, a dispetto di certe abitudini, necessita di un rosso non troppo corposo, fresco e delicato e con un buon tenore alcolico tale da contrastare la succulenza e l’untuosità del grasso caldo del maialetto.
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Nome completo

Audarya Monica, Monica di Sardegna DOC 2025 Audarya

UVAGGIO

Monica

GRADAZIONE

14,5%

TEMPERATURA DI SERVIZIO

Audarya. Un delizioso angolo di vigne a pochi chilometri da Cagliari

Audarya è la nuova realtà vitivinicola di Serdiana, centro del Parteolla storicamente vocato per la viticoltura: una cantina giovanissima la cui storia, in realtà, come le radici di una vite, affonda nei decenni del secolo scorso e coincide con la storia dei proprietari, la famiglia Pala, viticoltori da tre generazioni,
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