Audarya Nuragus è, insieme all’
Audarya Vermentino, uno dei due primi bianchi messi in commercio dalla cantina
Audarya di
Serdiana: uno dei loro prodotti più di successo e, forse,
l’etichetta da cui è ripartita in Sardegna l’attenzione per questo vitigno così sottovalutato per tanto tempo, il nuragus.
È questa, insieme al monica,
una della cultivar più rappresentative della parte meridionale della Sardegna: un
vitigno a bacca bianca antico – secondo una certa chiave di letttura la radice
nur rimanderebbe ad un origine fenicia del vitigno – caratterizzato da una
grande produttività – quasi il pagadebit di Sardegna, come il trebbiano o il bombino bianco per certe regioni d’Italia – e
resistenza ai parasstiti e per questo
fino agli anni Cinquanta assai diffuso. Ma troppo spesso la parola quantità non va a braccetto con qualità: e difatti i nostro ceppi di nuragus, se portati ad una sovrapproduzione, danno vini esili e sciocchi.
Merito della cantina Audarya è stato quello di capire, prima di altre, che delle produzioni più concentrate di nuragus potevano regalare bianchi delicati e fragranti allo stesso tempo, quasi il corrispettivo mediterraneo di certi pinot bianco, capaci per altro di leggere alla perfezione suoli calcarei come quelli delle colline a nord di Cagliari.
Aspetti produttivi del Nuragus Audarya
Il vino
Audarya Nuragus nasce dalle
giovani vigne di nuragus allevate ad alberello di Acquasassa, proprietà dell’azienda, poste nelle campagne di Serdiana: un terroir
ricco di calcare e di argilla dove il vigneto cresce con una densità di
cinquemila ceppi per ettaro, producendo una
resa non più alta di ottanta quintali.
Quello di Serdiana è un
terroir particolarmente vocato per la vitivinicoltura: un territorio assai apprezzato sin da epoca antica, se si pensa che qui stabilirono il proprio cenobio prima i
monaci basiliani, cioè i religiosi di rito greco che colonizzarono la Sardegna durante la dominazione bizantina, e poi quelli
camaldolesi, che diedero grande sviluppo all’agricoltura e la viticoltura durante dall’anno Mille in poi, lasciando a loro imperitura memoria la chiesetta di
Santa Maria di Sibiola. Tutti consapevoli delle
proprietà congeniali del calcare e dell’argilla per la qualità delle colture, e di un
clima mite vivificato da forti venti di maestrale e da fresche brezze.
La vendemmia,
rigorosamente manuale, viene attuata nella prima decade di Settembre, per avere un’
uva ancora ricca di acidità e dagli aromi al loro massimo grado di espressione. Dopo la pressatura soffice, il mosto fiore
fermenta in contenitori d’acciaio alla temperatura di 16° C,
al fine di preservare al massimo le caratteristiche del vitigno. Completata la fermentazione alcolica,
Nuragus Audarya prosegue la maturazione in contenitori di acciaio inox, a
contatto con le scorze dei propri lieviti, in aniera tale da
incrementare la propria complessità e
crescere in eleganza e finezza. Un breve periodo di affinamento in bottiglia precede la messa in commercio di questo vino bianco sardo.
La nostra analisi del vino
Di un bel colore giallo paglierino, animato da
riflessi verdolini, assai tipici del vitigno e perfettamente in linea con lo stile del vino,
Audarya Nuragus regala al naso delicate
note di frutta a pasta bianca freschissima e di agrumi, di fiori come l’acacia e sensazioni di erbe aromatiche. Un profilo assai diverso sia dall’altro bianco aziendale,
Audarya Vermentino, dal bouquet fruttato e floreale più marcato, sia da altri Nuragus di Cagliari DOC di questa parte dell’isola, come il
S’Elegas di
Argiolas, dall’animo più internazionale, ed accostabile unicamente a vini di recente produzione come il
Nuragus di
Antonella Corda.
All’assaggio
Audarya Nuragus colpisce per la sua
discreta eleganza gustativa. Entra
sottile,
assai garbato; accarezza il palato con la sua
suadenza, lo stuzzica di
freschezza e poi di una
piacevole quanto decisa mineralità, che guida il finale di bocca,
salino, lasciando aleggiante un
delicato aroma di melone a pasta bianca, di pera coscia e di delicate erbe aromatiche.
Qualche suggerimento di abbinamento
Audarya Nuragus di Cagliari DOC è un vino bianco sardo particolarmente adatto, per leggerezza, eleganza e piacevolezza di beva, al momento dell’
aperitivo. Lo abbineremo, in questa occasione, a dei
fiori di zucca fritti o, tra Aprile e Maggio, ai
fiori d’acacia fritti.
A tavola, sceglieremo dei piatti delicati e fini: un’
insalata di fiori ed erbette primaverili, o il
risotto coi go, prelibatezza tipica della laguna veneziata preparata con un brodetto di ghiozzi; con un
insalata di ovuli, champignon e finferli; oppure, con un’
omelette al formaggio ed erba cipollina!