Bagadiu: uno dei vini più apprezzati della cantina
Fradiles di
Atzara! Un
rosso dal gusto intenso, robusto e fluente allo stesso tempo, dai
marcati aromi fruttati di more e mirtilli e di
lunga persistenza,
assai rappresentativo della sua tipologia: il bovale sardo!
Infatti
Bagadiu, a differenza degli altri della cantina atzarese, non è un Mandrolisai DOC. Come d’altra parte suggerisce il nome stesso. In sardo
bagadiu significa difatti “scapolo”: ciò in riferimento al fatto che in questo
IGT Isola dei Nuraghi Rosso non abbiamo la solita triade bovale sardo, cannonau e monica, come nel caso del
Fradiles e dell’
Antiogu, ma
è presente il solo bovale sardo – o
muristellu. Che dunque non è maritato agli altri due vitigni: è scapolo.
Un
ardito esperimento, quello di vinificare in purezza un vitigno come il
muristellu, contraddistinto spesse volte da
una certa rusticità e da durezze pienamente espresse –
ottima freschezza e tannini vigorosi, oltre che intensità di colore e di gusto,
ragioni che ne hanno giustificato nei secoli l’aggiunta al più molle cannonau per arricchirne la vivacità cromatica e il vigore e la dinamicità gustativa. Un vitigno che,
secondo certi recenti studi, altro non sarebbe che vite selvatica sarda addomesticata in epoca nuragica: così almeno farebbero pensare le analogie genetiche.
E nonostante ciò, questo ardito esperimento, complici lo
straordinario terroir, la
passione di Paolo Savoldo e Giuseppe Flore e la
perizia tecnica dell’enologo Daniele Manca, è riuscito pienamente, dando vita ad
un vino di grande personalità e successo.
Aspetti produttivi del Bagadiu Fradiles
Il vino
Bagadiu nasce da
vigneti ad alberello e a spalliera a potatura corta allevati sui
terreni da disfacimento granitico, a medio impasto tendente al sabbioso, delle colline poste sul versante ovest del Gennargentu, ad un’altitudine media di circa
550 metri sul livello del mare, non molto distanti da
Atzara.
Il
muristellu è una specie a
maturazione tardiva: solitamente si procede con la vendemmia solitamente durante la
seconda decade di Ottobre e le uve,
colte a mano e selezionate, sono avviate alla diraspapigiatura e il
mosto lasciato con le vinacce a macerare in contenitori di acciaio inox a temperatura controllata per
circa quindici giorni, durante i quali si ha la fermentazione alcolica.
Una volta ottenuto il vino,
Bagadiu è trasferito in
botti di rovere e qui
lasciato maturare per circa otto mesi, in maniera tale che le caratteristiche del muristellu – uva capace di dare vini ricchi di freschezza, tannicità e struttura, quindi dal carattere per così dire “duro” – vengano smorzate e sia incrementata, oltre la struttura e la complessità degli aromi, la morbidezza e la setosità dei tannini.
La nostra analisi del vino
Bagadiu Muristellu mostra nel calice una
bellissima veste rosso rubino dai riflessi amaranto, limpida e fitta là dove il vino si fa più spesso,
di bella vivacità e scorrevolezza.
Profilo visivo perfettamente rappresentativo del muristellu, cultivar ricca di
antociani e storicamente utilizzata per correggere il colore scarico del cannonau.
Al naso questo vino rosso sardo non risalta tanto per intensità quanto per
piacevolezza e attrattiva dei profumi: domina un
fruttato scuro di amarena e mora, toni ficcanti a cui si aggiungono quelli dei fiori scuri come il
giacinto e la
violaciocca e delle belle note vegetali e quasi balsamiche, come di
ramoscello di albero del pepe rosa.
All’assaggio
Bagadiu Bovale mostra un
ingresso pieno e intenso,
suadente di glicerolo e
molto caldo: quest’importante sensazione di pseudocalore è
bilanciata da una bella freschezza, da
tannini puntuti ed eleganti e da una
decisa sapidità. Vino dal
gusto intenso, persiste con una
lunga scia di frutti rossi come la ciliegia, di pepe verde e di cacao, chiudendo appena amaricante senza scadere in eleganza, ma anzi
equilibrato ed armonico.
Qualche suggerimento di abbinamento
Bagadiu IGT Isola dei Nuraghi Bovale è un vino di
un certo corpo e decisa personalità, che richiede piatti consoni alla sua struttura, di buona intensità e persistenza. All’aperitivo perciò lo potremmo accompagnare con
formaggi dal sapore grasso e deciso, appena piccante. E con del pane tostato su cui avremmo spalmato una
crema di peperoni dal sapore deciso, magari leggermente piccante.
A tavola, l’abbinamento più ovvio è quello con i piatti di carne, come la
tagliata di manzo marinata al ginepro, o la
tagliata di fassona su salsa di verdure, a quelli più intensi come la
cacciagione a pelo arrosto o in umido. Un suggerimento potrebbe essere quello di accostare questo vino rosso sardo alla
faraona al forno ripiena di castagne e accompagnata da una salsa al melograno!