BVL Memorie di Vite IGT Isola dei Nuraghi Bovale 2021Quartomoro

17,50Prezzo web

  • Tipologia

    Vino Rosso

  • Origine

    Arborea (OR)

  • Formato

    750 ml

  • Abbinamenti

    Cacciagione da Piuma, Carni Bianche, Carni Rosse, Formaggi Stagionati, Primi Piatti di Terra

Caratteristiche

  • Nome completo

    BVL Memorie di Vite IGT Isola dei Nuraghi Bovale 2021 - Quartomoro

  • Uvaggio

    Bovale Grosso

  • Gradazione

    14,5%

  • Temperatura di servizio

    16-18 °C

Descrizione e abbinamenti

BVL è un IGT Isola dei Nuraghi Bovale della cantina Quartomoro di Arborea, appartenente alla linea Memorie di Vite, che nel progetto di Luciana Baso e Piero Cella vuole essere il recupero culturale dell’espressione più pura dei principali vitigni sardi, con le loro singolarità, e dei terroir più congegnali ad essi. Quindi vinificazione per quanto possibile con lieviti autoctoni di uve in purezza da vigneti ad alberello e piede franco di settant’anni di età, prevalentemente senza l’uso di contenitori in legno e senza filtrazione finale.

BVL è prodotto da rigorosamente da uve bovale. Nasce da vigneti franchi di piede allevati ad alberello, nelle campagne di Calasetta, su suoli sabbiosi, con rese inferiori ai cinquanta quintali per ettaro. Si tratta di un terroir particolarmente congeniale per la produzione di rossi strutturati, dal buon patrimonio aromatico e ricchi di sapidità. La raccolta delle uve, rigorosamente manuale, avviene tra la seconda metà di Settembre e l’inizio di Ottobre, quando perfetto è il rapporto tra acidi e zuccheri: trasportati in cantina, i grappoli sono sottoposti a diraspapigiatura ed il mosto lasciato a contatto con le bucce per sette giorni, con follature manuale, in contenitori di acciaio inox. La fermentazione alcolica è avviata mediante lieviti autoctoni; una volta completata la vinificazione vera e propria, BVL matura parte in acciaio e parte in barrique di quarto passaggio per sei mesi, prima dell’affinamento finale in bottiglia.

Quartomoro

Quartomoro di Sardegna nasce come cantina didattica di Piero Cella, substrato sperimentale e di ricerca dell’enologo; si pone come fabbrica di idee, di esperienze sulla viticoltura e l’enologia sarda. L’intreccio di rapporti professionali e sociali produce una serie di prodotti derivanti dalle uve, che mirano ad essere le pietre miliari della produzione sarda.  

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