Chimbanta IGT Romangia Rosso 2021Dettori

Il prezzo originale era: 35,00€.Il prezzo attuale è: 31,90€.Prezzo web

2 disponibili

  • Tipologia

    Vino Rosso

  • Origine

    Sorso (SS)

  • Formato

    750 ml

  • Abbinamenti

    Cacciagione da Pelo, Cacciagione da Piuma, Carni Bianche, Carni Rosse

Caratteristiche

  • Nome completo

    Chimbanta IGT Romangia Rosso 2021 - Dettori

  • Uvaggio

    Uve autoctone a bacca rossa

  • Gradazione

    16%

  • Temperatura di servizio

    16-18 °C

Descrizione e abbinamenti

Chimbanta è una delle storiche etichette delle tenute Dettori: un rosso ottenuto da uve autoctone a bacca rossa, classificato IGT Romangia Rosso e prodotto, come nello stile dell’azienda, secondo i dettami della viticoltura biodinamica, la filosofia vitivinicola nata dalle ultime lezioni di Rudolf Steiner, padre dell’antroposofia, ed accolta a braccia tese nel vigneto mondiale grazie a viticoltori pionieri come Nicolas Joly nella Loira, Elisabetta Foradori in Trentino e Alessandro Dettori in Sardegna. Chimbanta in sardo significa cinquanta: questa etichetta nasce per celebrare i cinquant’anni di Paolo Dettori.

Chimbanta nasce da vigne allevate ad alberello nelle campagne di Sennori, in località Badde Nigolosu, a pochi chilometri da Sassari. Le vigne insistono su terreni di natura calcarea, a poca distanza dal mare, circondati dalla macchia di essenze mediterranee e da boschi: l’intento della cantina è quello di ricreare un perfetto equilibrio tra l’habitat naturale, il sistema vigneto e il vignaiolo, secondo i dettami del pensiero biodinamico. A questo fine la conduzione agronomica in vigna è rigorosamente naturale: si pratica l’inerbimento, non sono utilizzate sostanze di sintesi né per arrichire la terra né come trattamenti fitosanitari e l’uva viene raccolta manualmente a perfetta maturazione. In cantina i grappoli sono prima selezionati e poi sottoposti a diraspatura e pigiatura ed il mosto fatto fermentare da due a dieci giorni in tini aperti senza l’addizione di lieviti selezionati e di anidride solforosa, ma unicamente grazie all’ausilio dei lieviti selvatici ospiti della pruina delle bucce. Gli interventi in cantina sono ridotti al minimo: la maturazione procede in vasche di cemento per diciotto mesi, senza controllo della temperatura o correzione dei parametri chimici. Chimbanta non subisce filtrazioni, chiarifiche o soste in legno, ma solo l’affinamento finale in bottiglia prima della messa in commercio.

Chimbanta ruota opulento nel calice, di un rosso intenso ed impenetrabile, dai riflessi purpurei.

Al naso è intenso e complesso: il processo biodinamico di produzione esalta l’unicità di ciascuna bottiglia, ma costanti sono i richiami alla frutta matura rossa, come la prugna e la bacca di mirto sotto spirito, le viole mammole, l’elicriso, il fungo, il sottobosco, la pelliccia e le note di cuoio.

In bocca Chimbanta ha un attacco energico, quasi elettrico: la potenza alcolica del sorso è sorretta dalla grande matericità e dalla ricchezza glicerica, morbidezze queste riequilibrate dalla freschezza citrina e da un tannino grasso. Persistente l’aroma, che ritorna anche dopo la deglutizione e si caratterizza per i richiami alla frutta rossa cotta e disidratata e alla mandorla armellina e alle note di caffé e di cuio.

Chimbanta è un rosso che richiede pazienza e dedizione. Va fatto adeguatamente riposare prima di essere servito, e nel calice ha bisogno di respirare. Essendo non filtrato, residui solidi sono naturali, così come un leggero petillant. A tavola predilige piatti di grande struttura, intensità e persistenza: uno spezzatino di cinghiale al vino, ad esempio, la zuppa di fagioli neri messicani e salsiccia, o un formaggio importante come il Fiore Sardo dei pastori DOP.

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