Lionzu Nasco di Cagliari DOC 2020Su Cuppoi

15,90Prezzo web

  • Tipologia

    Vino Bianco

  • Origine

    Terralba (OR)

  • Formato

    750 ml

  • Abbinamenti

    Formaggi Freschi, Funghi, Pesce, Primi Piatti con Verdure, Primi Piatti di Mare, Uova e Frittate

Caratteristiche

  • Nome completo

    Lionzu Nasco di Cagliari DOC 2020 - Su Cuppoi

  • Uvaggio

    Nasco

  • Gradazione

    14%

  • Temperatura di servizio

    10-12 °C

Descrizione e abbinamenti

Lionzu è, assieme a Lestru e a Foresi, uno dei bianchi della cantina Su Cuppoi, un Nasco di Cagliari DOC ottenuto dall’omonima cultivar a bacca bianca. Il nasco è antico vitigno sardo – il nome potrebbe derivare dal latino muscus, per via di certe sfumature un po’ muschiate che può tavolta ricordare con l’invecchiamento: questo ne tradirebbe l’antica origine latina – assai diffuso in tutta la ex provincia di Cagliari, quindi nella metà meridionale della Sardegna, un tempo utilizzato prevalentemente per la produzione di grandi vini dolci, negli ultimi decenni rivalutato per la vinificazione di vini secchi morbidi e profumati. Su lionzu è un copricapo tipico di certi costumi femminili, prodotto dalla seta: il nome di questa etichetta vuole dunque essere un omaggio a questo elemento della tradizione tessile sarda.

Lionzu nasce da vigneti di trent’anni circa di età allevati ad alberello, nelle campagne di Terralba, insistenti su terreni di natura alluvionale, ricchi di argilla. Si tratta di suoli – localmente detti bennaxi – atti a produrre vini grassi e profumati, dal carattere ruffiano, e quindi assai piacevoli. La raccolta viene attuata a perfetta maturazione delle uve, quando l’equilibrio tra acidi e zuccheri è ottimale e massima è l’espressione aromatica delle bucce; le uve, raccolte a mano, sono rapidamente trasportate in cantina. I grappoli interi sono sottoposti a pressatura soffice, in maniera tale da ottenere la parte più pura del succo d’uva, il mosto fiore. Questo viene fatto chiarificare durante la notte, per sedimentazione naturale, e avviato a lenta fermentazione alcolica mediante lieviti selezionati, in contenitori di acciaio inox a temperatura controllata. A fermentazione conclusa, Lionzu matura in acciaio inox, a contatto con le scorze dei lieviti morti, per circa sette-otto mesi, e prosegue la sua evoluzione con l’affinamento in vetro prima della messa in commercio.

Lionzu appare nel calice giallo paglierino carico, luminoso e dai riflessi dorati.

Al naso è intenso e di buona complessità, con profumi fruttati di pesca saturnina e ananas, floreali di ginestra, note di erbe aromatiche e lievemente salmastre.

In bocca Lionzu è un bianco morbido e sapido, dal sorso pieno, la buona freschezza e l’aroma intenso ed elegante.

Lionzu è un bianco che può essere gustato come aperitivo, accompagnandolo con dei piccoli tacos o con i fiori di zucca in pastella, ripieni di mozzarella ed acciughe. A tavola lo accompagneremo ad uno spaghetto al granchione, ad un primo piatto della tradizione capitolina come i tonnarelli alla gricia, uno spaghetto con le sarde alla siciliana, con le scaloppine di pollo con gli champignon.

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