Monica I Fiori Monica di Sardegna DOC 2017, 2018Pala

11,00 9,90Prezzo web

  • Tipologia

    Vino Rosso

  • Origine

    Serdiana (CA)

  • Formato

    750 ml

  • Abbinamenti

    Antipasti di Terra, Carni Bianche, Pesce, Pollame, Primi Piatti di Terra, Torte Salate, Uova e Frittate, Vellutate, Zuppe e Minestre

Caratteristiche

  • Nome completo

    Monica I Fiori Monica di Sardegna DOC 2017, 2018 - Pala

  • Uvaggio

    Monica

  • Gradazione

    13,5%

  • Temperatura di servizio

    14-16 °C

Descrizione e abbinamenti

Monica I Fiori è il Monica di Sardegna DOC della cantina Pala: come Vermentino I Fiori, Cannonau I Fiori e Nuragus I Fiori fa parte della linea I Fiori della cantina di Serdina, in riferimento alla freschezza ed alla fragranza di questi prodotti. La monica è diffusa in tutta l’isola e soprattutto nella metà meridionale, ed il nome si pensa possa esser legato ai monaci che, chiamati ad occupare le fertili piane del Campidano in epoca giudicale, diedero grande importanza alla coltura di questa uva. In effetti, uno dei contesti di maggiore diffusione della monica è il territorio tra Dolianova, Serdiana ed Ussana (regione storica di Parteolla), dove alla fine dell’IX secolo si insediarono i monaci benedettini del convento di San Vittore di Marsiglia: di quello che fu il loro convento in loco resta l’antica chiesa di Santa Maria di Sibiola.

Questo ameno monumento romanico riposa placido tra gli ulivi a pochi chilometri da Su Staini Saliu, un avvallamento paludoso che con le piogge si trasforma in uno stagno salato popolato da uccelli palustri, poco distante dai vigneti da cui viene ottenuto Monica I Fiori. Si tratta di ceppi di venticinque-trent’anni di età, allevati ad alberello tradizionale con rese non superiori agli ottanta quintali per ettaro. Il suolo su ci insistono, un terreno argilloso e calcareo povero di scheletro, si presta perfettamente, come intuirono i monaci che scelsero questo territorio per il proprio insediamento, alla produzione di vini minerali e caldi, dagli aromi fini e grande potenziale di evoluzione. Monica è una cultivar tardiva, e talvolta si giunge fino a Novembre per raccogliere dei grappoli che, ancora ricchi di acidità, abbiano la giusta presenza di zuccheri: colti a mano, i grappoli sono trasportati nella cantina, posta al centro di Serdiana, e qui sottoposti a diraspapigiatura e macerazione delle bucce nel mosto per cinque giorni alla temperatura controllata di 20°C in contenitori di acciaio inox. Contemporaneamente si ha la fermentazione alcolica, mediante un inoculo di lieviti selezionati. Al termine, Monica I Fiori viene chiarificato e la maturazione prosegue per sei mesi circa in vasche di cemento sotterranee, prima dell’affinamento finale in bottiglia per tre mesi.

Monica I Fiori riluce nel calice di una bella veste rosso rubino intensa e vivace, limpida e quasi cristallina, dall’unghia tendente al violaceo.

Al naso esprime sensazioni di fiori intensi e freschi come il ciclamino, di frutta a bacca rossa succosa e acidula come il ribes e l’amarena, sensazioni lievemente vegetali di geranio e qualche ricordo di liquirizia.

In bocca Monica I Fiori spicca per freschezza ed agilità di beva, a cui fanno da succedanei un tannino diligente ed appena espresso e una gustosa sapidità: il sorso è pieno, di buona mobidezza, e gli aromi sono quelli anticipati al naso, fini e mai troppo insolenti.

Monica I Fiori all’aperitivo può accomagnare salumi grassi e gustosi: bocconcini al latte farciti di salame ungherese e sottilette al cheddar cheese, ad esempio, o la più classica delle michette colma di Mortadella DOP. Quasi un vino da merenda, da gustarsi su una tovaglia stesa sulla campagna, all’ombra degli ulivi. A tavola lo si può accostare a tortellini di carne di gallina in brodo, o perché no, al tradizionale porceddu a su schidoni, il maialino al latte che nella tradizione viene arrostito su un girarrosto e aromatizzato da frasche di mirto: un piatto che, a dispetto di certe abitudini, necessita di un rosso non troppo corposo, fresco e delicato e con un buon tenore alcolico tale da contrastare la succulenza e l’untuosità del grasso caldo del maialetto.