Montesicci Nasco di Cagliari DOC 2017Cantina Sociale di Dolianova

14,00 11,70Prezzo web

  • Tipologia

    Vino Bianco

  • Origine

    Dolianova

  • Formato

    750 ml

Caratteristiche

  • Nome completo

    Montesicci Nasco di Cagliari DOC 2017 - Cantina Sociale di Dolianova

  • Uvaggio

    Nasco

  • Gradazione

    14,5%

  • Temperatura di servizio

    10-12 °C

Descrizione e abbinamenti

Montesicci è uno dei bianchi di punta della Cantina Sociale di Dolianova, un Nasco di Cagliari DOC secco di grande morbidezza e sensualità. Il nasco è un vitigno che in passato era utilizzato per produrre grandi vini dolci e sempre più negli ultimi anni ha dato vita in purezza – come nel caso del Montesicci – o in uvaggio a grandi bianchi secchi, come Iselis Bianco, Helios, PluminusPerdigiornou Su ‘Aro.

Montesicci nasce dalle uve conferite dai soci della cooperativa, per lo più da vigneti a spalliera con potatura a guyot posti nelle campagne nei dintorni della cantina – agro di Dolianova – e di Ussana e Serdiana. Questo contesto è contraddistinto da un suolo ricco di argille calcaree di origine miocenica, capace di donare vini ricchi di mineralità e freschezza, finezza e longevità, come già intuirono gli ordini monastici orientali e benedettini che qui si insediarono e diedero avvio alle colture. Le uve, raccolte manualmente a perfetto grado di maturazione, sono rapidamente trasportate in cantina e qui sottoposte a diraspapigiatura. Il mosto è lasciato per un notte a contatto con le vinacce, a macerare a freddo in maniera da estrarre le sostanze aromatiche di cui è ricca la buccia degli acini; dopodiché viene fatto riposare per dodici ore sempre a bassa temperatura, per poterlo chiarificare delicatamente. Si ha quindi l’inoculo dei lieviti selezionati e la fermentazione in contenitori di acciaio inox alla temperatura controllata di 14°C per circa quattordici giorni. Ultimata la vinificazione vera e propria, Montesicci matura sempre in ambiente inerte per qualche mese, a contatto con le scorze dei propri lieviti, prima dell’affinamento finale in vetro.

Montesicci rifulge nel calice giallo paglierino intenso, quasi un’oro pallido, e ruota decisamente opulento per la sua natura di bianco secco – merito della sua ricchezza glicerica.

Al naso regala sensazioni intense e fondenti di fiori bianchi come ginestra e calla, frutta a pasta bianca e gialla matura – mela golden, pera abate, frutta tropicale come banana e papaya – spezie dolci, frutta secca come la mandorla.

In bocca Montesicci è un vino grasso, strutturato e morbido, dal buon tenore alcolico: la piattezza di gusto è scongiurata da una decisa sapidità e da una buona freschezza, e l’aroma è fine e di grande persistenza.

Montesicci è un bianco strutturato e di una certa complessità, che a tavola si dimostra particolarmente congeniale nell’abbinamento con certe portate un po’ difficili, per via della speziatura o di tendenze amare e/o acide. Allora, volendo puntare sulla cucina tradizionale, si potrà giocare ad abbinarlo con piatti complessi come su succu a sa busachesa, primo di pasta lunga cotta nel brodo di pecora condita con zafferano e formaggio acido fuso, con anguilla a scabecciu, piatto tradizionale dove l’anquilla – o all’occorrenza anche il muggine – viene tagliato a pezzi e fritto e conservato per giorni con aceto cipolle alloro e aglio, con muggine a sa mreca, muggine bollito a tranci in abbondante acqua salata e conservato per ventiquattro ore con la ziba (halimione portulacoides), pianta lacustre di cui sono ricchi gli stagni dell’oristanese. Ma anche con burrida a sa crabarissa o a sa casteddaia, o perché no, piatti della cucina orientale.

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