Murtinu Mannu IGT Isola dei Nuraghi Rosso 2015Sassu

18,00€ 15,50€Prezzo web

  • Tipologia

    Vino Rosso

  • Origine

    Sorgono (NU)

  • Formato

    750 ml

  • Abbinamenti

    Cacciagione da Piuma, Carni Bianche, Carni Rosse, Formaggi Stagionati, Primi Piatti di Terra

Caratteristiche

  • Nome completo

    Murtinu Mannu IGT Isola dei Nuraghi Rosso 2015 - Sassu

  • Uvaggio

    Dolcetto

  • Gradazione

    14,5%

  • Temperatura di servizio

    16-18 °C

Descrizione e abbinamenti

Murtinu Mannu è la prima etichetta dell’azienda di Carlo Maria Sassu e Francesca Carta, un IGT Isola dei Nuraghi Rosso ottenuto… da uve dolcetto! Il nome è un omaggio ad una figura storica del territorio del Mandrolisai e lontano prozio di Carlo, Francesco Giuseppe Urru, noto per l’appunto con il soprannome di Murtinu Mannu, un feudatario del Settecento investito da casa Savoia del titolo nobiliare e storicamente noto sia per la prestanza fisica, sia per il rosso della sua barba e dei suoi cappelli, sia per il carattere… diciamo forte e deciso. A dispetto della sua titolata nobiltà, Murtinu Mannu fu un bandito entrato nella storia locale per “azioni incredibili e gesta efferate” e per la leggenda che lo vuole sterminatore degli abitanti del villaggio di Spasulè. Si narra infatti che Murtinu Mannu, arrogando dei presunti diritti su questo villaggio che sorgeva tra Sorgono, Atzara e Tonara e non ottenendo dagli abitanti obbedienza, decise di avvelenare le acque dei suoi pozzi. Lentamente le genti si Spasulé morirono, e le poche che si salvarono decisero di abbandonare il villaggio, trasferendosi a Tonara e fondando qui il quartiere di Arasulè; ancora oggi si possono visitare i resti del villaggio, nei pressi della chiesa campestre di San Giacomo. L’etichetta riprende l’espressione arcigna del feroce feudatario e il rosso dei suoi capelli, e un cimelio di proprietà della famiglia Sassu: la spada donata dai Savoia, disegnata con vera foglia d’argento.

Murtinu Mannu nasce dai vigneti di proprietà della famiglia Sassu nelle campagne di Sorgono, sul crinale di una collina a settecento metri sul livello del mare. Si può quindi parlare, per questo vino, di vera e propria viticoltura di montagna. Ma come è arrivato il dolcetto a Sorgono? Tutto probabilmente accadde all’arrivo del La Marmora in Sardegna: con lui infatti arrivarono delle marze di tipiche uve piemontesi, il nebbiolo ed il dolcetto. A Luras, in particolare, quello che in loco è chiamato nebiolo altro non dovrebbe essere che dolcetto. Da qui, attraverso la compravendita di sughero per la tappatura di botti e bottiglie, alcune barbatelle sono state portate a Sorgono e qui hanno preso dimora in diversi vigneti, tra cui quello della famiglia Sassu.