Sas Piras Binzamanna. La riscoperta del cagnulari nell’Anglona
Sas Piras è una delle tre etichette di punta della cantina
Binzamanna di
Martis,
– assieme al Cannonau di Sardegna DOC Riserva
Nuraghe Sas Molas e al cabernet sauvignon
Carrucana. Si tratta in questo caso, come per lo
Spanu, di un
IGT ISola dei Nuraghi Cagnulari: ma nel caso di questo vino rosso sardo, abbiamo una
maturazione di almeno un anno in pregiato legno di tonneaux che ne rende più complesso e voluttuoso il sorso.
Il
cagnulari è
vitigno tipico del nord-ovest della Sardegna, il cui areale intorno agli anni Ottanta si era ridotto praticamente ai soli comuni del Coros:
merito della cantina quello di aver recuperato dall’oblio il vitigno, un tempo assai diffuso anche nelle campagne di Martis e dell’Anglona, poi quasi totalmente espiantato. Il nome è omaggio al
toponimo di una delle zone dove ha le sue vigne la cantina.
Aspetti produttivi del Sas Piras Binzamanna. Terreni calcarei e maturazione in tonneaux
Il vino
Sas Piras Cagnulari è prodotto, infatti a partire da una selezione di uve
cagnulari, cultivar poco nota al di fuori dei confini sardi, un tempo sconosciuta anche nell’isola, per via della scarsa considerazione di cui fu vittima dal secondo dopoguerra, sostituita da varietà più resistenti e produttive come quelle internazionali.
Merito di
Giovanni Cherchi è stato quello di credere nel cagnulari alla fine degli anni Ottanta e riproporlo con un
etichetta dedicata, facendogli guadagnare insperate fette di mercato e generando attraverso il suo esempio una costante e crescente attenzione da parte dei produttori verso questo vitigno.
Sara e Walter, proprietari dell’azienda,
hanno puntato su questo vitigno, un tempo molto diffuso anche nell’Anglona, allevandolo sui
terreni calcarei delle campagne di Martis.
La cantina
Binzamanna lo raccoglie lievemente
surmaturo, con una vendemmia rigorosamente manuale: dopo la diraspapigiatura, il mosto macera con le vinacce ad una temperatura di 18° C, e contemporaneamente avviene la fermentazione alcolica, in contenitori di acciaio termocondizionati, dove il mosto subisce
una serie continua di rimontaggi per mettere in circolazione i lieviti e favorire
una corretta estrazione delle sostanze polifenoliche e dove, lentamente, la temperatura si innalza sino a raggiungere quella di 27° C. Dopo la svinatura
Sas Piras Cagnulari è trasferito in
fusti di rovere francese da 500 litri, dove questo vino rosso sardo matura per dieci mesi prima dell’imbottigliamento.
La nostra analisi del vino. Profondità olfattiva, gusto ricco e tannini ficcanti
Il suo
rosso rubino quasi violaceo tradisce immediatamente la presenza del vitigno Cagnulari, contraddistinto da una
grande carica cromatica e da una
buona dotazione in acidi, elemento non da poco per la vivacità visiva dei vini; nel calice si presenta
impenetrabile e consistente.
Al naso questo vino rosso sardo è intenso e complesso, con un bouquet che, partendo dalle
note intense di frutti di bosco maturi e in confettura, come mirtilli e more, si sviluppa nelle tipiche
nuances balsamiche del vitigno e in dolci sfumature speziate.
In bocca
Sas Piras Binzamanna è un vino di
grande struttura, dal sorso polposo e quasi masticabile, carattere questo a cui contribuiscono la
buona dotazione alcolica e polialcolica: un vino quindi morbido e caldo, ma allo stesso tempo fresco e briosamente tannico, distinto da una
pungente intensità e da grande persistenza.
Qualhe suggerimento di abbinamento. Carni rosse e formaggi stagionati
Sas Piras Isola dei Nuraghi Cagnulari è un vino importante, con
una grande struttura ed una grande intensità, che ricerca quindi
piatti dalle mesesime caratteristiche: la sua morbidezza e il suo tenore alcolico, invece, lo rendono adatto a pietanze che abbiano note pizzanti o speziate e con una buona succulenza. Magari dal carattere tradizionale: come lo
spezzatino di cinghiale, aromatizzato da bacche di ginepro e da foglie di alloro e di mirto e accompagnato da polenta taragna, o gustose ricette regionali come la
carbonade valdostana, o un formaggio sapido e saporito come il
Pecorino di Osilo, dal sapore intenso e un po’ piccante, o il
canestrato pepato.