Ziru IGT Isola dei Nuraghi Bianco 2019Antonella Corda

29,00Prezzo web

  • Origine

    Serdiana (CA)

  • Formato

    750 ml

  • Abbinamenti

    Pesce, Pollame, Primi Piatti con Verdure, Primi Piatti di Mare, Primi Piatti di Terra, Torte Salate, Vellutate, Zuppe e Minestre

Caratteristiche

  • Nome completo

    Ziru IGT Isola dei Nuraghi Bianco 2019 - Antonella Corda

  • Uvaggio

    Uve autoctone a bacca bianca

  • Gradazione

    13%

  • Temperatura di servizio

    12-14 °C

Descrizione e abbinamenti

Ziru è, tra le etichette di Antonella Corda, quella più “stravagante”: se l’agronoma di Serdiana infatti si è resa fautrice, con gli altri suoi vini, di prodotti perfetti per espressitià delle caratteristiche dei principali vitigni sardi e per eleganza, con questo IGT Isola dei Nuraghi Bianco ha voluto osare una strada meno battuta nel panorama vitivinicolo isolano, che strizza un po’ l’occhio agli orange wine, un po’ come nel caso de In Vino Veritas di Daniela Pinna o Delissia di Marco Canneddu o Ale della famiglia Parpinello.

Ziru nasce dai vigneti aziendali di un grande autoctono a bacca bianca, insistenti sui suoli calcareo marnosi delle campagne di Serdiana, rivelatisi perfetti nei secoli per la produzione di vini freschi e minerali, fini e dal grande potenziale evolutivo. Si tratta di vigne allevate a guyot, che Antonella Corda da buona agronoma cura personalmente, con densità di quasi cinquemila ceppi per ettaro e rese inferiori a settanta ettolitri. Le uve, raccolte manualmente a perfetta maturazione tecnica, sono portate rapidamente in cantina e qui avviate a vinificazione, avendo cura di lasciare per diverse ore le bucce a contatto con il mosto, in maniera tale da permettere una maggiore estrazione delle sostanze aromatiche e polifenoliche. Alla fermentazione alcolica segue la maturazione, che avviene parte in contenitori di acciaio a temperatura controllata, ed in parte in anfora: questo antico strumento di vinificazione – e la nostra memoria subito corre ai qvevri georgiani! – è tale da permettere la microossigenazione del vino, senza cedere sostante come farebbe la botte, in quanto la terracotta è un inerte.

Ziru rifulge nel calice di un oro antico animato da riflessi verdolini, veste nobile e di grande personalità.

Al naso esprime sensazioni di frutta matura, come la mela cotogna e le scorze di cedro candite, sfumature di miele di acacia, di cera, bouquet di fiori bianchi di campagna e ricordi minerali.

In bocca Ziru è un bianco di struttura, profondo e sostanzioso, fresco e minerale e allo stempo stesso morbido e lievemente astringente, dall’aroma intenso e di grande persistenza.

Ziru è un bianco che non si presta molto ad un semplice aperitivo, ma predilige la tavola e l’accompagnamento con primi decisi e secondi di mare grassi ed intensi. Una ricetta tipicamente oristanese come l’anguilla incasada, oppure la gallurese suppa cuata, potrebbero accostarsi degnamente a questo grande bianco.

Antonella Corda

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