Nuracada Magnum è uno dei rossi di punta della cantina
Audarya di
Serdiana, vino volto alla
valorizzazione di una cultivar diffusa un po’ in tutta la Sardegna, da sempre utilizzata come uva da taglio per il cannonau, per via della sua
ricchezza in polifenoli – cioè in tannini e antociani apportatori di colore –
di freschezza e vigore, e
recentemente apprezzata anche per la produzione di vini monovarietali. Sto parlando del
muristellu, detto anche
bovaleddu o
bovale sardo, a sottolineare le differenze con il
bovale grosso, particolarmente diffuso nel terralbese e adatto alla produzione di vini grassi e immediati, là dove
il muristellu regala vini più maschili e scattanti, per certi versi
di maggior personalità e potenziale evolutivo.
Così questo
IGT Isola dei Nuraghi Bovale (del tipo piccolo) è stato per anni, nelle intenzioni della cantina, il
vino di punta,
sostituito di recente da Kiobu. Questo vino, nel suo nome, vuole essere anche
omaggio ad un antico villaggio medievale,
Nuracada, sorto là dove oggi crescono le viti della cantina, all’ombra delle bianche mura della chiesetta romanica di
Santa Maria di Sibiola, e da secoli scomparso.
A proposito del
muristellu, recenti
studi sul suo dna e i relativi confronti hanno rivelato come
questa possa essere cultivar dovuta all’addomesticazione, in epoca preistorica, della vite selvatisa sarda.
Aspetti produttivi del Nuracada Magnum
Nuracada Magnum nasce da una
vigna ad alberello di
muristellu in
località Audarya, con una
densità di circa cinquemila ceppi per ettaro e una
resa di soli quaranta quintali, allevata su
terreni di natura calcareo argillosa posti a
160 metri circa sul livello del mare. Il suolo su cui insistono questi vigneti è
una terra bianca di calcare e argilla, caratteristiche queste che la rendono capace di produrre
vini ricchi di mineralità ed eleganza, grassezza e longevità. Il clima di questa parte di Sardegna fa il resto:
mite durante l’inverno e assolato d’estate, poco piovoso e
rinfrescato costantemente dai forti venti di maestrale e dalle brezze marine, contribuisce alla realizzazione di
vini ricchi di aroma e dal gusto caldo.
La vendemmia,
rigorosamente manuale con cernita delle uve in cantina, è condotta generalmente intorno alla
seconda decade di Ottobre, a perfetta maturazione di questa cultivar tendenzialmente tardiva; alla
macerazione delle vinacce nel mosto seguono la fermentazione alcolica e quella
malolattica, attuata in
piccoli fusti di rovere, nei quali
Nuracada Magnum continua a maturare per dodici mesi prima dell’imbottigliamento.
La nostra analisi del vino
Il risultato è un vino di
grande personalità e struttura, che si presenta nel calice con un bel
rosso rubino carico ed impenetrabile, animato ancora da un’
unghia intensamente violacea, carattere tipico del bovale, proprio per questo spesso utilizzato in uvaggio per correggere quelle cultivar non molto dotate, come ad esmepio il cannonau.
Nuracada Magnum al naso è
un vino intenso e complesso, contraddistinto da un bouquet dove le note floreali fanno da apripista a quelle della frutta di bosco a bacca rossa, come
more e ribes, delle
confetture montane e in parte dei frutti sotto spirito, e che chiude con sfumature balsamiche, il tutto incorniciato da
nuances speziate di vaniglia e noce moscata.
In bocca
Nuracada Magnum è un vino
caldo e morbido, di corpo pieno, piacevolmente fresco e
dai tannini dolci e ben torniti, dove la sapidità per quanto presente stenta a farsi riconoscere ma anima da dietro le quinte l’anima di questo vino, contribuendo ad accrescere la
persistenza degli aromi.
Qualche suggerimento di abbinamento
Accostabile per certi versi ad omologhi come il
Bovale Su ‘Entu e il
Cavaliere Sardo della
Cantina Sociale di Mogoro Il Nuraghe,
Nuracada Magnum è un rosso che predilige piatti di carne strutturati ed intensi, anche di cacciagione, o primi di grandissima struttura. Da provare ad esempio con le
pernici ai porcini, speck e castagne, o con la
lasagna di pane carasau, melanzane e Pecorino Sardo DOP!