Il
Barrua è senza dubbio uno dei più eleganti e pregevoli e significativi vini rossi della Sardegna: creatura nata dal genio di
Giacomo Tachis, è un
IGT Isola dei Nuraghi Rosso della cantina
Agricola Punica. In questa bottiglia
la territorialità e la tradizione sarda si incontrano e si fondono con l’eleganza e la finezza dello spirito francese. Tachis infatti, nonostante i natali piemontesi e quella suggestiva quanto presunta origine sarda che Francesco Cossiga pareva cogliere nel suo cognome,
si formò quale enologo nella prestigiosa scuola di Bordeaux, allievo di quell’
Emile Peynaud acclamato come uno tra i più grandi enologi della storia vitivinicola mondiale.
Uno dei vini sardi più buoni, in definitiva, apprezzato universalmente.
Caratteristiche produttive del Barrua Agricola Punica
Il vino
Barrua nasce da una
selezione di uve autoctone a bacca rossa tipiche del sud-ovest della Sardegna, in blend con una piccola percentuale (15% circa) di
cabernet sauvignon e di
merlot, da vigneti a cordone speronato allevati sui
terreni sabbiosi ricchi di argilla e calcare di
Narcao, nel basso Sulcis.
Il contesto produttivo in cui crescono queste vigne è
particolarmente adatto alla produzione di uve di qualità, come già ebbe modo di rendersi conto Giacomo Tachis fin dalla fine degli anni Settanta. Si tratta infatti di
colline contraddistinte da un suolo argilloso e sassoso allo stesso tempo, perfetto per la produzione di
vini grassi e di sostanza, e
ben esposte, perciò capaci di portare alla
giusta maturazione le uve, garantendo una
grande qualità nei polifenoli, e quindi nei
tannini.
Dopo la
raccolta manuale, attuata da metà Settembre a metà Ottobre a secondo il grado di maturazione delle differenti cultivar e la successiva pigiatura, il mosto è
fatto fermentare con le bucce per quindici giorni circa, ad una temperatura compresa tra i 25° e i 30° C in contenitori di acciaio inox, con
continui rimontaggi della massa per assicurare un’uniforme ditribuzione dei lieviti e un’ottimale estrazione delle sostanze dalle vinacce. A questa fase segue la
fermentazione malolattica, che trasformando l’acido malico in lattico conferisce morbidezza al vino, e la
maturazione per un anno e mezzo in pregiate barriques di rovere francese, totalmente nuove.
La nostra analisi del vino
Barrua rivela alla vista
una smagliante veste rosso rubino intenso ed una grande cosistenza, caratteri questi che fanno pensare ad un vino nel pieno della sua giovinezza e con una lunga vita davanti.
Al naso la
potenza olfattiva di questo vino rosso sardo è accompagnata dalla
complessità e finezza del bouquet, che sa di
marasca matura e in confettura, di frutta secca e di erbe aromatiche, di
legni pregiati e tostatura, spezie dolci come la
cannella e la
vaniglia e più aromatiche come la
noce moscata, di liquirizia e cioccolato: un profilo assai più intenso, definito e sfaccettato rispetto a quello del suo fratello minore,
Montessu.
In bocca
Barrua trionfa per la sua
morbidezza, controbilanciata da una finissima tannicità, da una buona freschezza e da sapidità. Caldo,
intenso e armonioso, conferma pienamente l’impatto olfattivo, con aromi che vanno amplificandosi col passare del tempo.
Qualche suggerimento di abbinamento
Barrua Isola dei Nuraghi Rosso è un grande rosso che, insieme al
Turriga e al
Terre Brune, altre creature di Tachis,
può annoverarsi tra i più grandi dell’isola per finezza, equilibrio, armonia e persistenza. Può inoltre essere considerato un vero e proprio
vino da meditazione, specialmente quando si ha avuto l’accortezza di lasciarlo riposare in cantina,
dimenticandoselo per anni, in paticolar modo con i
millesimi più pregiati come il
2010, il
2015, il
2016 o il
2019.
E’ un vino rosso sardo che sa trovare il proprio abbinamento ideale con i grandi piatti di carne della tradizione culinaria italiana e francese, come il
tournedos alla Rossini o il
brasato al vino rosso, magari preparato proprio con un Barrua d’annata recente, ma anche con i più prelibati piatti al tartufo, come
ravioli al mais con Bagoss e tartufo o il
noce di capriolo all’aroma di tartufo!