Audarya Monica è, insieme all’
Audarya Cannonau, uno dei due primi rossi messi in commercio dalla cantina
Audarya di
Serdiana: uno dei loro prodotti più di successo e, forse,
l’etichetta da cui è ripartita in Sardegna l’attenzione per questo vitigno così sottovalutato per tanto tempo, il
monica.
È questa, insieme al nuragus,
una della cultivar più rappresentative della parte meridionale della Sardegna: un
vitigno a bacca rossatra gli autoctoni della Sardegna, la cui diffusione, secondo una certa chiave di lettura, si ebbe a partire dal Medioevo grazie all’impegno proferito dagli ordini monastici in sardegna – da cui il nome, monica – nello sviluppo e nella diffusione della vitivinicoltura.
Questo vitigno, il monica, ha avuto
grande successo fino agli anni Sessanta grazie alla propria
produttività, e la capacità di dare
rossi fragranti e gentili, di
bella freschezza,
ottima bevibilità e grande frutto, caratteristiche tenute in grande considerazione dal gusto della metà del secolo. Sino agli anni Ottanta,
da quest’uva era prodotto anche un rosso passito o liquoroso, il
Monica di Cagliari DOC, che chi ha avuto la fortuna di assaggiare ricorda ancora come una vera delizia.
Poi, col progredire dei decenni ed il cambio dei gusti, la gente ha iniziato a preferire a questa tipologia altre più strutturate e complesse, complice anche la tendenza a sovraccaricare di produzione le piante, dando vita a vini troppo esili e dalla freschezza tagliente.
Merito della famiglia Pala prima e della cantina Audarya poi è stato quello di capire, prima di altre, che delle produzioni più concentrate di monica potevano regalare rossi dal sorso pieno e l’aroma spiccatamente fruttato, portando il pubblico a riavvicinarsi e richiedere questa denominazione.
Aspetti produttivi del Monica Audarya
Il vino
Audarya Monica è prodotto da
sole uve monica, da
vigneti ad alberello e a spalliera bassa posti sui terreni calcareo argillosi nelle campagne paesane, nell’omonima
località di Audarya, con una
densità di circa cinquemila piante per ettaro ed una
resa di settanta quintali massimo.
Quello di Serdiana è un
terroir particolarmente vocato per la vitivinicoltura: un territorio assai apprezzato sin da epoca antica, se si pensa che qui stabilirono il proprio cenobio prima i
monaci basiliani, cioè i religiosi di rito greco che colonizzarono la Sardegna durante la dominazione bizantina, e poi quelli
camaldolesi, che diedero grande sviluppo all’agricoltura e la viticoltura durante dall’anno Mille in poi, lasciando a loro imperitura memoria la chiesetta di
Santa Maria di Sibiola. Tutti consapevoli delle
proprietà congeniali del calcare e dell’argilla per la qualità delle colture, e di un
clima mite vivificato da forti venti di maestrale e da fresche brezze.
La vendemmia,
rigorosamente manuale, viene attuata nell’
ultima decade di Ottobre,
quando la freschezza è andata un po’ attenuandosi, maggiore è la ricchezza in zucchero e gli aromi nelle bucce sono espressi al massimo. Trasportati in cantina, i grappoli sono sottoposti a vinificazione in rosso: diraspati e pigiati,
il mosto ottenuto è inizialmente fatto macerare a freddo con le bucce e poi
avviato contemporaneamente a fermentazione alcolica, per
dieci-quindici giorni, in
contenitori di acciaio inox a temperatura controllata, mediante inoculo di lieviti selezionati.
Una volta completata la fermentazione,
Audarya Monica prosegue la maturazione in ambiente riduttivo, cioè
in contenitori di acciaio inox, a
contatto con le scorze dei propri lieviti, in aniera tale da
incrementare la propria complessità e
crescere in eleganza e finezza. Un breve periodo di affinamento in bottiglia precede la messa in commercio di questo vino rosso sardo.
La nostra analisi del vino
Di un bel colore rosso rubino, contraddistinto da una
netta unghia violacea ed una
buona consistenza – in alcune annate si arriva a 14,5% di volume alcolometrico! –
Audarya Monica regala al naso note intense e fini di
piccoli frutti rossi quali le ciliegie e il ribes, di fiori come il
ciclamino e delicate sensazioni verdi.
In bocca è questo un vino rosso sardo fresco,
sapido per via della natura calcarea del terreno, caldo e delicatamente tannico; di buon equilibrio e di
struttura importante, quasi
polposa se relazionata al vitigno – più pronunciata rispetto a prodotti simili come
Oltreluna della cantina
Pala o
Antigua della
Cantina Sociale di Santadi– dovuta alla raccolta quasi tardiva delle uve,
Monica Audarya si fa apprezzare per i suoi aromi freschi e piacevoli.
Qualche suggerimento di abbinamento
Audarya Monica di Sardegna DOC è un rosso apparentemente semplice, in realtà con una grande personalità, che ben si presta ad un
aperitivo, magari accompagnato da un formaggio semistagionato di buona grassezza, come il
Casizolu di Paulilatino, ma accompagna perfettamente anche primi piatti tradizionali di buona grassezza come
filindeu in brodo, e secondi non troppo strutturati come
arrosto di pollo farcito.
O perché no, il tradizionale
porceddu a su schidoni, il maialino al latte che nella tradizione viene arrostito su un girarrosto e aromatizzato da frasche di mirto: un piatto che, a dispetto di certe abitudini, necessita di un rosso non troppo corposo, fresco e delicato e con un buon tenore alcolico tale da contrastare la succulenza e l’untuosità del grasso caldo del maialetto.