Kressia è il
cagnulari della cantina
Poderi Parpinello:
uno dei prodotti più apprezzati della cantina! Un vino rosso sardo dal
gusto intenso e piacevole, e allo stesso tempo la
beva fresca e scorrevole: per questo motivo questo
IGT Isola dei Nuraghi Cagnulari è così
versatile, e si presta così bene sia come rosso da aperitivo, sia per accompagnare pizze e calzoni, primi piatti di verdure e secondi di terra!
Il sostantivo
kressia in molti dei dialetti della lingua sarda significa
ciliegia: quindi un chiaro omaggio a questo frutto,
la cui cultura è diffusa in diversi paesi del Logudoro – a Bonnannaro in particolare è presente una cultivar autoctona, la
ciliegia stacca di Bonnanaro – e il cui aroma si riscontra così spesso nei rossi sardi.
Aspetti produttivi del Kressia Poderi Parpinello
Il cagnulari, un antica varietà salvata dall’oblio
Il
cagnulari è un’antica
cultivar autoctona a bacca rossa sarda, tipica del quadrante nord occidentale dell’isola: secondo alcune fonti la sua introduzione sarebbe da attribuirsi agli aragonesi, tra il XIV e il XV secolo. Assai diffusa fino alla prima metà del secolo, subì un rapido declino tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, quando i viticoltori locali gli preferirono altre cultivar, spesso di origine alloctona e maggiormente in voga, per caratteristiche gustative e produttività.
Il merito della sua riscoperta si dovette a Giovanni Maria Cherchi,
Billia com’era conosciuto ad Usini, che caparbiamente decise, verso la metà degli anni Ottanta, di
scommettere su questa cultivar. Il successo di cui godette il
Cagnulari Cherchi fu tale da creare un vero e proprio rinato entusiasmo per questo vitigno, con i clienti che sempre più lo chiedevano e le altre cantine del territorio che impiantavano barbatelle di cagnulari.
La genesi del Kressia
Il vino
Kressia Cagnulari nasce da
vigneti allevati nelle campagne intorno ad Alghero, di proprietà della cantina. Le campagne di Alghero, con i loro
suoli calcareo argillosi e la
presenza del mare e delle brezze, si prestano particolarmente bene per la produzione vitinivinicola: il suolo garantisce
freschezza e mineralità ai mosti, le calde giornate assolate
ricchezza zuccherina e glicerica, la presenza costante dei venti tiene lontano le malattie e, alla sera, abbassando la temperatura,
preserva gli aromi delle bucce aiutandoli a fissarsi al meglio.
La raccolta delle uve avviene
manualmente, e i
grappoli sono selezionati prima dell’ammostamento. La fermentazione è condotta a temperatura controllata, con la
macerazione delle bucce nel mosto di una decina di giorni circa; una volta conclusa la fermentazione alcolica,
Kressia matura in acciaio per qualche mese, al fine di
incrementare la propria finezza ed esaltare le sue doti di profumi e di aroma, prima dell’affinamento in bottiglia e la messa in commercio.
La nostra analisi del vino
Un bel colore
rosso rubino dai riflessi pupurei,
quasi impenetrabile e di
buona consistenza, ci introduce nel calice alla scoperta di questo vino rosso sardo.
Kressia profuma di frutta fresca,
marasca e
mora in particolare, di erbe officinali e piante balsamiche come l’
eucalipto, di fiori intensi come il
giaggiolo e la
violaciocca e ricordi di spezie come il
pepe verde e
di Cayenna.
In bocca è un rosso dal
sorso pieno e scorrevole allo stesso tempo,
intenso ed equilibrato, di
buona freschezza e sapidità, e un
tannino pungente ma gentile, che richiama la beva.
Un vino la cui bottiglia non tarda a svuotarsi una volta servita a tavola!Qualche suggerimento di abbinamento
Kressia Isola dei Nuraghi Cagnulari è un vino rosso sardo, come abbiamo già accennato,
la cui piacevolezza è pari alla versatilità: e questa caratteristica lo rende perfetto sia al momento dell’aperitivo sia a tavola. Se bevuto per l’
aperitivo, lo accompagneremo con il classico tagliere di salumi e formaggi – al quale non faremo mancare formaggi grassi e intensi come il
Raschera DOP o i
formaggi di malga – e a grissini stirati a mano intinti nel
babaganoush o nella
crema di topinambur, o con i
falafel.
A tavola, invece, lo accompagneremocon un primo dal sapore deciso come le
tagliatelle al ragù di fegatini, alla parmigiana di melanzane, ad un secondo della cucina regionale come i
saltimbocca alla romana.