Mantenghja è una delle
storiche etichette di prestigio della cantina
Capichera: un rosso di
grande struttura ed eleganza, prodotto in pochissime bottiglie, senza dubbio tra i vini più esclusivi della Sardegna.
È questo un vino rosso sardo che, per qualche anno, dopo il cambio di proprietà della cantina, dalla famiglia Ragnedda alla famiglia Bonomi,
aveva cessato di essere prodotto: ora torna con l’annata 2023 e
una nuova fisionomia. Se infatti questa bottiglia nasce all’inizio del millennio come Vino da Tavola Rosso e viene elevato nel tempo a IGT Isola dei Nuraghi Rosso, adesso un cambio radicale di vitigni e territorio di produzione lo trasforma in
Cannonau di Sardegna DOC Riserva.
Mantenghja, il cui nome è
un’antica espressione di benedizione in dialetto gallurese, fa parte, insieme a
Santigaini e
Albori di Lampata, della produzione di punta della cantina: quella più costosa ed esclusiva.
Questa etichetta è
disponibile anche nelle annate 1999 e
2000, rispettivamente
la prima e la seconda ad essere state messe in commercio dall’azienda.
Aspetti produttivi del Mantenghja Capichera
Il vino Mantenghja nasce non dalle vigne dell’azienda ad Arzachena, ma
da vigne di cannonau nelle campagne sempre di proprietà però site a Mamoiada.
Mamoiada è uno dei più adatti per la produzione di uve cannonau nell’isola: posto a
settecento metri circa sulle pendici del
Gennargentu, qui i vigneti beneficiano sia delle
particolarità del suolo, a
carattere acido perché costituito da
sabbioni granitici – similmente a quanto accade in Gallura – e dunque capaci di conferire al vino
freschezza e mineralità, eleganza e un buon potenziale di invecchiamento – sia di quelle del
clima,
più fresco rispetto ad altre parti dell’isola.
Le uve quindi possono giovare di
giornate assolate e buone escursioni termiche, caratteristiche che assicurano agli acini
ricchezza di zucchero e di acidità, e alle loro bucce
ricchezza aromatica. La vigna da cui nasce Mantenghja è allevata ad
alberello, quindi secondo l’impianto più tipico della Barbagia, ed ha una
resa bassa,
meno di sessanta quintali per ettaro. Non appena giunte al perfetto grado di maturazione tecnica, polifenolica e aromatica – solitamente tra la fine di Settembre e l’inizio di Ottobre – gli acini sono raccolti manualmente e rapidamente trasportati, a bassa temperatura, nei locali di lavorazione, dove sono sottoposti a
vinificazione in rosso.
Il mosto resta a contatto con le vinacce per tre settimane – lunga macerazione, dunque – al fine di estrapolare quanta più materia possibile. Contemporaneamente, si ha la fermentazione alcolica. Una volta conclusa questa fase,
Mantenghja Cannonau matura in pregiate barrique di rovere francese per almeno sei mesi, al fine di incrementare la propria eleganza e complessità, struttura e trama tannica. Un periodo di affinamento in bottiglia precede la sua messa in commercio.
La nostra analisi del vino
Mantenghja si presenta nel calice con una preziosa veste
rosso rubino cupo ed impenetrabile, retaggio dei vitigni utilizzati, ed una
grande cosistenza, lasciando sulle pareti archi sottili e lacrime lente.
Al naso regala
profumi netti di grande intensità e finezza, che spaziano dalle
viole appassite ai frutti di bosco come la
mora, il
mirtillo e il
ribes, in confettura e sotto spirito, incorniciati da sentori di menta e di
bacche di ginepro, di spezie dolci come la vaniglia, di caffé e di cioccolato.
In bocca
Mantenghja è un vino di
grande struttura,
caldo e morbido, ma allo stesso tempo fresco, sapido e con tannini maturi ed eleganti. Il sorso è pieno,
gli aromi, fini ed intensi, persistono a lungo e gli permettono di confrontarsi con i cibi più persistenti.
Qualche suggerimento di abbinamento
Fratello maggiore dell’
Assajé,
Mantenghja Cannonau di Sardegna DOC Riserva è un vino rosso sardo di
nobilissima fattura, da stappare nelle occasioni più importanti. Trova il suo abbinamento ideale con
grandi piatti di carne della tradizione italiana e francese, con formaggi stagionati come il
Bitto DOP orobico con qualche anno sulle spalle, con la cacciagione e con le pietanze tartufate. Con il
capriolo alla tirolese, ad esempio, o con il
filetto di vitello lardellato all’aroma di tartufo nero.
Un caro saluto e auguri di buon lavoro,