Azzara è la proposta più fresca e beverina della cantina
Fradiles di
Atzara: facente parte della linea
Domos de Pedra, insieme all’
omonimo rosato e al bianco
Funtanafrisca, è questo un
Mandrolisai DOC, tipologia di
vino rosso sardo tipica del centro della Sardegna costuitita da un uvaggio di tre diverse cultivar: il
bovale sardo (muristellu), il
cannonau e il
monica. Differentemente, quindi, da quanto accade nelle altre DOC sarde, dove è un vitigno in presenza esclusiva o in percentuali superiori all’85% ad essere presente.
Fradiles è un’azienda che negli anni si è imposta come
una delle più autorevoli cantine di questa parte dell’isola:
interprete d’eccezione di questa tipologia di rosso e del territorio che lo produce – il Mandrolisai è un
contesto vitivinicolo di grande prestigio in Sardegna: storicamente ci si recava da ogni angolo della Sardegna in paesi come Sorgono, Atzara, Ortueri o Meana Sardo per fare scorta di vino – ha negli anni conquistato
importanti riconoscimenti nazionali ed internazionali con i suoi Mandrolisai, a partire dall’omonimo
Fradiles, sua prima etichetta.
Azzara, rispetto a quest’ultimo, vuole essere
un rosso dalla beva più agile e il frutto più fragrante:
un vino da tutti i giorni, per questo contraddistinto, anche nelle annate più calde, da un
corpo più leggero e scorrevole.
Aspetti produttivi dell’Azzara Fradiles
Le vigne da cui viene prodotto il vino
Azzara insistono nelle
campagne di Atzara– il nome è proprio un omaggio al piccolo centro del Mandrolisai – in collina, a circa 550 metri sul livello del mare: si tratta di
vigne giovani allevate ad alberello e a spalliera, su
terreni a medio impasto tendente al sabbioso di disfacimento granitico, con una densità di circa cinquemila ceppi per ettaro e una resa media di settantacinque quintali.
Le
caratteritstiche pedoclimatiche delle campagne di Atzara sono tali da conferire, ai vini qui prodotti,
espressività ed eleganza di beva,
potenza alcolica e ricchezza di frutto,
freschezza, mineralità e buon potenziale di evoluzione nel tempo.
Uno degli aspetti più caratteristici della denominazione Mandrolisai DOC risiede nella
pressoché contemporanea maturazione delle tre cultivar con cui è prodotta, e quindi della loro
contemporanea vendemmia e pigiatura. Storicamente non si procedeva pertanto ad
un assemblaggio, ma un uvaggio, e generalmente questa operazione è attuata all’
inizio di Ottobre, quando le dolci colline che contraddistinguono questa parte di Sardegna iniziano a tingersi di giallo e di rosso, e l’aria impregnarsi dei fumi dei fuochi e dei camini.
Così è per
Azzara Mandrolisai: dopo la diraspapigiatura, il
mosto è lasciato a contatto con le vinacce a macerare e, contemporaneamente, a
fermentare per sette giorni. Una volta ottenuto il vino, questo è fatto
maturare in acciaio, in maniera da
conservare inalterata la freschezza e l’aroma tipico delle uve, differentemente da quanto accade con il
Fradiles e, in misura maggiore, con l’
Antiogu.
La nostra analisi del vino
Tale processo produttivo è intuibile già dal colore,
un bel rosso porpora vivace e di buona scorrevolezza, che
Azzara mostra alla vista nel calice.
Al naso questo vino rosso sardo regala
note vinose e fruttate, che sanno di
fragole mature,
di ciliegia e di melagrana, di fiori freschi e fragranti come il
ciclamino di monte e il
geranio, di
rovo di more.
All’assaggio
Azzara è un vino che si contraddistingue per
scorrevolezza di beva: l’ingresso è
gentile, dominato da una
bella freschezza e da un
tannino di buccia piacevolmente energico. La sua morbidezza fruttata è preludio agli aromi di ciliegie fresche e di mentucce che vanno ad accompagnare la sapida chiusura del sorso.
Qualche suggerimento di abbinamento
Azzara Mandrolisai DOC è un vino rosso sardo che all’aperitivo accompagneremo a della salsiccia sarda tagliata di fresco, o con degli
spicchi di zucca gratinati al forno.
A tavola, invece, potremmo accostargli un classico piatto della tradizione gastronomica regionale come i
malloreddus alla campidanese; potremmo pensare anche ad un primo vegetariano come
creste di gallo all’aroma di melanzana e menta, e a secondi della cucina popolare, a base di quinto quarto, come le
frittelle di cervella d’agnello o l’
insalata di nervetti, a piatti umidi come la
zuppa di fagioli cannellini.