Angraris è l’ultima etichetta prodotta da
Fradiles, un
Mandrolisai DOC Superiore espressione di un
unico vigneto in località Angraris, nelle campagne di
Atzara,
vero e proprio cru aziendale. Con questa bottiglia e con il
Memorias Creccherie Paolo Savoldo e soci inaugurano un nuovo capitolo della loro storia aziendale: si apre una fase volta alla
valorizzazione delle peculiarità dei singoli terroir che contraddistinguono questo territorio così importante per la vitivinicoltura sarda, il
Mandrolisai! Di questa etichetta la cantina ha prodotto nel primo anno (2016) 550 bottiglie, il secondo anno (2017) poco più di 1300, mentre nell’annata 2020 sono state messe in commercio 1575 bottiglie:
ogni bottiglia è sempre singolarmente numerata!
Aspetti produttivi dell’Angraris
L’omonimo vigneto da cui ha origine
Angraris si trova a
550 metri sul livello del mare, su
terreni di origine granitica, a medio impasto tendente al sabbioso,
ed è stato impiantato ad alberello intorno alla metà del secolo scorso, con una densità di circa
seimila ceppi per ettaro ed una produttività che si mantiene al di sotto del
quaranta ettolitri.
La vendemmia è condotta
manualmente, tra la fine di Settembre e l’inizio di Ottobre a seconda dell’andamento stagionale – le uve previste nel disciplinare del Mandrolisai DOC, e cioè
cannonau, monica e muristellu, hanno grosso modo
la stessa epoca di maturazione – e una volta trasportate in cantina le uve sono sottoposte a
diraspapigiatura ed il
mosto lasciato a macerare con le bucce per circa venti giorni, a
temperatura controllata. Una volta sgrondato ed ultimata la fermentazione alcolica,
Angraris prosegue il suo processo produttivo in
botti da 750 litri, dove matura per un periodo che può andare dai
trenta ai trentasei mesi. Segue l’affinamento in bottiglia di dodici mesi prima della messa in commercio.
La nostra analisi del vino
Angraris riluce nel calice
rosso rubino intenso, luminoso nell’unghia e più cupo là dove la massa vinosa si fa più spessa, e
rotea nel calice consistente, lasciandosi andare a densi archetti sulle pareti del bevante.
Al naso si rivela un
vino complesso e che può regalare ancora più complessità col passare degli anni: le sensazioni di
violetta e di frutta rossa come le
prugne sottospirito e la
confettura di frutti di bosco fanno da sottofondo olfattivo a note di
tabacco e cacao,
sfumature boisée e di essenze aromatiche,
ricordi di cuoio e vaniglia.
In bocca
Angraris rivela un
sorprendente equilibrio tra la freschezza e la carica glicerica, tra il tenore alcolico e la
fine mineralità:
il sorso scorre ma sembra quasi lo si possa masticare, i
tannini allappano con gentilezza e contribuiscono al perdurare degli aromi in bocca.
Qualche suggerimento di abbinamento
Angraris è un
rosso di grande struttura, complessità ed eleganza, che a tavola pretende piatti nobili e complessi. Potremmo pensare ad una rivisitazione del
brasato al Barolo dove al posto del vino piemontese sia utilizzato un ottimo Mandrolisai DOC Superiore, come
Antiogu, oppure ad una raffinata preparazione a base di selvaggina come il
fagiano ripieno; potremmo accostarlo anche ad un primo strutturato, complesso e prezioso come le
tagliatelle cacio e pepe all’aroma di tartufo nero, oppure ad un pregiato
plateau di formaggi dove facciano bella mostra di sé prodotti come il
Parmigiano Reggiano 36 mesi vacche rosse, il
Bitto DOP, certi caprini stagionati del Friuli, formaggi a pasta filata come il
Ragusano DOP, il
Pecorino di Osilo.