Terruas Bovale è uno dei vini di punta della cantina Su Entu e una delle ultime etichette messe in commercio, un
IGT Marmilla Rosso prodotto dalle migliori uve aziendali, di
grande finezza e longevità, che va ad accostarsi al
Su ‘Nico nella gamma aziendale di rossi di grande struttura.
Con questa etichetta
prosegue dunque la ricerca della cantina di Sanluri su questo vitigno così tipico del Medio Campidano, il bovale. Cultivar autoctona a bacca rossa su cui l’azienda ha puntato sin dai primi anni di attività, e che ha contribuito a valorizzare, segnando, con il
Su Nico, una
pietra miliare nell’enologia sarda, che ha attirato sin da subito l’attenzione del pubblico e ha assurto al ruolo di modello per i vini rossi da uve bovale da lì a venire.
Questa nuova etichetta fa parte della
linea Terruas,
l’eccellenza della produzione della cantina di Sanluri: di questa gamma fanno parte anche il
Terruas Vermentino ed il
Terruas Cannonau Riserva.
Aspetti produttivi del Terruas Bovale Su Entu
Il vino
Terruas Bovale nasce da
vigne allevate a controspalliera con potatura a cordone speronato, della
densità di circa cinquemila ceppi per ettaro, che insistono su
suoli di natura calcareo argillosa, beneficianti del
clima caldo e ventoso delle colline tra Sanluri e Lunamatrona. Questa parte della Sardegna è caratterizzata da un
sistema di dolci rilievi, particolarità che potrebbe aver influito sul nome di questa regione storica, la
Marmilla – da mammelle.
Un
terroir contraddistinto da
un suolo di natura argillosa ricco di calcare – atto perciò a regalare
vini ricchi digrassezza e struttura, finezza e potenziale evolutivo – e da un clima mite di inverno e assolato nelle lunge giornate d’estate, rinfrescate solo dal
maestrale che costante batte la piana del Campidano, tenendo lontano le malattie.
Un contesto vitivinicolo capace di donare, grazie al suo clima,
vini suadenti e generosi, ricchi di struttura e di profumi,
specialmente se ottenuti da un’uva come il bovale grosso, cultivar di cui non è chiaro l’origine, per quanto un suo attributo, “di Spagna”, porti a ritenerla tradizionalmente importata dagli Aragonesi durante la dominazione che la Sardegna subì per mano iberica dal XIV al XVIII secolo.
L’assonanza con la valenciana bobal sembrerebbe confermare questa teoria.
La raccolta delle uve differisce a seconda della qualità, e si colloca tra l’ultima decade di Settembre e la prima di Ottobre: i grappoli,
colti a mano ed adagiati in piccole cassette, sono rapidamente trasportati in cantina e qui sottoposti a
vinificazione in rosso, con
diraspatura degli acini dai tralci e pigiatura dei primi.
Le bucce restano a macerare nel mosto per circa dieci giorni: contemporaneamente si ha la
fermentazione alcolica, a temperatura controllata, in
contenitori di acciaio. La
pressatura soffice e la sgrondatura delle vinacce anticipano la fine della fermentazione.
Terruas Bovale matura quindi per diciotto mesi parte in barriques di rovere e parte in tonneaux, e completa il suo processo produttivo con sei mesi di affinamento in ventro prima della messa in commercio.
La nostra analisi del vino
Terruas Bovale Marmilla Rosso rifulge nel calice con la sua veste
rosso rubino, contraddistinta da
profondi riflessi purpurei, e
da un roteare opulento tra le pareti del bevante.
Al naso questo vino rosso sardo regala
sensazioni intense e complesse che vanno dai fiori come la
violetta alla frutta di bosco matura come
mirtillo e ribes, dalla
confettura di prugne e gelsi alle note balsamiche di
mentuccia ed eucalipto, a quelle speziate di
anice stellato e cacao e quelle terziarie di
tabacco.
In bocca
a dominare è la suadente rotondità di
Bovale Terruas: l’
attacco vellutato svela un
sorso profondo e gustoso,
materico ed elegante, franto da una
piacevole freschezza e da
tannini serici e allo stesso tempo potenti.
Lungo il finale, dominato da
ritorni di cacao e di ciliegia sotto spirito.
Qualche suggerimento di abbinamento
Terruas Bovale Marmilla Rosso Su Entu è un rosso che si presta ad essere degustato in accompagnamento a
grandi piatti, ricchi, eleganti e intensi e persistenti. Con l’
arrosto di maiale al tartufo, ad esempio, o col
filetto di cervo su salsa al ribes rosso; con un
cestello di lasagna ripieno di salsiccia e Castelmagno DOP, con lo
sformato di polenta al Taleggio DOP e Bitto DOP.