Costera Argiolas. Tra i cannonau più di successo della Sardegna
Argiolas Costera. Una delle
etichette giustamente più note e vendute della cantina
Argiolas. Un
vino rosso sardo da uve cannonau, vitigno a bacca rossa tra i più rappresentativi dell’isola – e senza timore di essere smentiti
vitigno per antonomasia dell’isola – che in questa versione, qualificata come
Cannonau di Sardegna DOC, si è guadagnata negli anni quasi il ruolo di vino leader della tipologia, assieme ad altre etichette assai rappresentative e relative ad altri territori della Sardegna quali il
Nepente di Oliena della
Cantina Sociale di Oliena o il
Mamuthone della cantina mamoiadina
Sedilesu.
Un
vino icona, dunque: un po’ come è accaduto agli altri vini della cantina Argiolas, quali il
Perdera Monica di Sardegna DOC, il
Costamolino per la tipologia dei vini vermentino o il
S’Elegas per i nuragus.
Un rosso che riesce a conciliare in sé scorrevolezza di beva e morbidezza e struttura. Dimenticavo: il nome è un
omaggio al toponimo su cui insistono i vigneti da cui nascono le uve con le quali viene prodotto.
Aspetti produttivi del Costera Argiolas
Il vigneto
Il vino
Costera è ottenuto da una base di uve
cannonau a cui viene aggiunto un blend di altre cultivar a bacca rossa sarde, come il
bovale – cultivar tipica di questa parte dell’isola, caratterizzata da una buona dotazione in
polifenoli, quindi in colore e tannini, e da struttura, e per questo capace di
correggere la naturale carenza di colore del cannonau, evidente in quei prodotti ottenuti da monovitigno – e il carignano, cultivar tipica del sud-ovest dell’isola e presente anche nel meridione francese, caratterizzata da colore, da intensità di frutto e piacevolezza di beva.
I vigneti da cui nasce il Costera Cannonau si trovano nelle omonime
Tenute Costera a Sarais e Sisini, nelle campagne di
Siurgus Donigala, piccolo comune della
Trexenta, regione storica della Sardegna collocata nella parte più settentrionale dell’ex provincia di Cagliari, quasi a ridosso del
Gennargentu. È questo un
territorio storicamente assai vocato per l’agricoltura ed in particolare per la vinicoltura – tant’é che potremmo quasi definirlo uno dei serbatoi vinicoli della Sardegna, talmente è alta la presenza di vigneti.
Queste vigne insistono su
suoli collinari, a circa
duecento metri sul livello del mare, contraddistinti da
calcare e da frazioni argillose, ricchi di ciottoli e di medio impasto: caratteristiche geologiche tali da assicurare ai vini qui prodotti
grassezza e mineralità,
spessore di beva e potenziale di evoluzione. E il clima, assolato quasi torrido d’estate – con
buone escursioni termiche tra il giorno e la notte – e fresco all’inverno, contribuisce a regalare uve ricche di zucchero e di sostanza e dalle bucce cariche di aromi, capaci di produrre vini serbevoli e ricchi di profumi e di aromi.
La lavorazione in cantina
Le uve sono raccolte a perfetta maturazione tecnica, quando cioè il rapporto tra acidi e zuccheri è ottimale. Trasportate rapidamente in cantina, qui sono sottoposte a
vinificazione in rosso, con estrazione della carica polifenolica dalle bucce mediante
macerazione per circa dieci giorni. Completata la fermentazione alcolica,
Costera Cannonau Argiolas matura in vasche di cemento vetrificato e qui subisce la
fermentazione malolattica, al fine di incrementare la propria morbidezza e acquisire ancora più spessore e ricchezza aromatica. Un affinamento di qualche mese in bottiglia, apportatore di stabilità, precede la messa in commercio di questo vino.
La nostra analisi sensoriale e qualche nota di desgustazione del vino Costera
Costera Cannonau di Sardegna DOC rivela nel calice una veste
rosso carminio di bella fittezza: tale saturazione, poco tipica del cannonau che tende ad avere invece delle nette trasparenze, è dovuta
sia alla presenza di altre uve cromaticamente più cariche – il bovale e il carignano – sia alla
breve maturazione in legno, sosta che influisce anche sul colore rendendolo più compatto e caldo.
Il naso di questo vino rosso sardo è
intenso, e rivela sentori
fruttati, speziati ed erbacei insieme. Si precepisce il
profumo di fragole, quasi un marcatore del cannonau,
sia mature sia in gelatina; ed assieme ad esso quello delle
ciliegie scure e quello delle
prugne, quasi in appassimento. Ancora, sensazioni floreali di
petali di violetta e di giacinto sotto spirito, note di
legno di olivo e di
foglie di rovo.
All’assaggio
Cannonau Costera entra in bocca polposo,
pieno e quasi cremoso. La sua è una
freschezza disciplinata, che serve a dare mobilità alla beva; anche
il tannino è assai gentile, per nulla scontroso ma anzi
perfettamente integrato nel sorso, che
colpisce per equilibrio e quindi per piacevolezza. Un sorso più profondo rispetto ad altri cannonau della zona, come l’ottimo
Audarya Cannonau, ma certamente più scorrevole rispetto alla riserva dell’azienda, il
Senes.
Chiude con begli aromi di frutta rossa matura e un finale balsamico di foglie aromatiche, spinto nella persistenza dalla
discreta sapidità.
Qualche suggerimento di abbinamento
Costera Cannonau di Sardegna DOC è un vino rosso sardo che all’aperitivo si abbina a
taglieri di formaggi di media struttura e grassezza, come il Pecorino di Sardegna DOP di media stagionatura o il Pecorino di Nule, la Toma Piemontese o il Montasio, a
olive all’ascolana, a
polpette di melanzane.
A tavola, invece, spazio a primi piatti saporiti come i
ravioli ripieni di ricotta ed erbe di campo al ragoût di pancetta, a piatti in umido come la
zuppa di ceci e finocchietti selvatici e, ovviamente, con secondi di carne, come le
salsicce e patate arrosto o le
costolette di agnello su riduzione al vino rosso.