Turriga 2010: dalla cantinetta di Dispensas questa
preziosa bottiglia, lasciata pazientemente riposare per dodici lunghi anni in cantinetta,
frutto di un’annata strepitosa in Sardegna così come in tante regioni d’Italia – vedi ad esempio la Toscana –
capace di emozionare per la sua
elegante complessità e la sua
evoluzione.
Chiunque abbia un po’ di dimestichezza con i vini sardi sa che
Turriga è il vanto dell’enologia sarda.
Prodotto di punta della cantina
Argiolas di
Serdiana, è un
IGT Isola dei Nuraghi Rosso che fin dalla sua prima annata si è imposto come
momento di rottura nella storia enologica isolana e
modello per i rossi di grande lignaggio da lì a venire.
La sua genesi inizia nel
1988, quando il celebre
Giacomo Tachis – tra i protagonisti della rinascita enologica italiana negli anni Sessanta, invitato pochi anni prima dalla
Cantina Sociale di Santadi ad inventare il
Terre Brune e che all’inizio del nuovo millennio regalò un’altra perla a questa terra, il
Barrua –
fu chiamato dagli Argiolas per un nuovo progetto: un grande vino sardo,
sull’esempio dei grandi rossi di Bordeaux, costruito
assemblando alcuni tra i principali vitigni a bacca rossa sardi, variabile nelle percentuali a seconda delle annate, e una piccola aggiunta di
malvasia nera.
La
prima annata del Turriga – il nome fu un omaggio ad un
toponimo delle campagne di Senorbì, a cui è legato un importante reperto archeologico, una
dea madre neolitica in marmo bianco grande quasi cinquanta centimetri, ritrovata nel 1935 da un contadino durante le operazioni di aratura –
fu immessa in commercio all’inizio degli anni Novanta, e ancora si stappano con successo le ultime bottiglie di questo meraviglioso millesimo.
Aspetti produttivi del Turriga 2010 Argiolas
Le uve provengono dai vigneti delle
Tenute Turriga, nelle campagne di S’Elegas, e di
Piscina Trigus, su colline a 230 metri sul livello del mare, caratterizzate da un
suolo calcareo ricco di sassi e di ciottoli e da strati rocciosi disgregati.
A seconda della cultivar di provenienza, sono
“brucate” a mano tra Ottobre e Novembre e
selezionate attentamente, ed avviate a
vinificazione separata, con macerazione delle vinacce nel mosto per sedici-diciotto giorni e fermentazione alcolica a temperatura controllata di circa 30°. Dalla svinatura delle sue vinacce nasce un’eccellente distillato, la
Grappa di Turriga. Segue la maturazione del vino, che avviene in parte in
pregiate barrique di rovere francese, per circa due anni, e un lungo affinamento stabilizzatore in bottiglia.
La nostra analisi del vino
Il vino
Turriga 2010 si presenta nel calice ancora di un bel
rosso carminio che inizia a mostrare i primi segni granato, colore che va facendosi più nettamente riconoscibile al bordo, e lacrime che scendono lente e fitte sulle pareti; il ritratto di
un vino di grande consistenza.
Al naso questo vino rosso sardo regala un
bouquet complesso e fine, fruttato di confettura di prugne, cassis e marasche sciroppate,
speziato di cannella e vaniglia, e ancora note tostate, di caffé e tabacco da pipa, di cacao e balsamiche di mentuccia.
Turriga 2010 all’assaggio si rivela da subito un
vino di grandissima finezza, nobile negli aromi: materico nella sua struttura,
suadente di morbidezza che, se già presente alla messa in commercio, è andata incrementando con il trascorrere degli anni, così come la sua
complessità e la sua
eleganza. Ancora piacevolmente fresco, mostra ormai dei
tannini levigati e soffici, di grande
pregevolezza ed
eleganza, che accarezzano la bocca e sorreggono il sorso, accompagnando la sua
lunga persistenza.
Notevole la lunga scia sapida.
Qualche suggerimento di abbinamento
Turriga 2010 IGT Isola dei Nuraghi Rosso è
il classico rosso delle grandi occasioni,
il classico vino secco da meditazione, che a tavola farà bella figura di sé abbinato ai grandi piatti della tradizione italiana e francese, come il
fagiano al tartufo, o con la
lepre in salmì. o, come consiglia la guida dell’Associazione Italiana Sommelier, i
medaglioni di cervo con crema di topinambur e riduzione di vino rosso al patchouli: un classico della grande cucina di caccia. Ma anche con i grandi formaggi stagionati saprà regalare grandi emozioni: come non pensare, ad esempio, ad un
Bitto DOP d’alpeggio orobico, con qualche anno di stagionatura sulle spalle?!?
Il Turriga è disponibile anche nelle versioni Turriga 2020, Turriga 2019, Turriga 2018, Turriga 2017, Turriga 2014, Turriga 2013 e Turriga 2016.